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Viaggio in Libia: deserto e archeologia

Un'oasi nel deserto in Libia
Un'oasi nel deserto in Libia: solo una delle attrattive naturalistiche della zona


Se non temete di avere troppo caldo, e amate l’Africa, oggi vi consigliamo un viaggio in Libia: un Paese geograficamente vicino a noi (solo 1.000 Km da Roma), eppure culturalmente molto diverso e lontano. E’ un Paese che, con la fine delle sanzioni dell’ONU, si sta progressivamente aprendo al resto del mondo, pur continuando a conservare la sua fisionomia e le sue tradizioni peculiari.

L’arrivo in Libia

Per chi va in Libia, Tripoli è tappa obbligata in quanto arrivano qui i voli dall’Italia. La capitale reca ancora le vestigia della dominazione del ventennio: nel quartiere fascista, che ricorda un poco l’EUR, si incontrano ancora dei vecchietti che parlano italiano. Ma i segni dell’antico passato Romano e della moderna impronta Araba sono ben più marcati: da una parte il ricco museo archeologico e l’Arco di Settimio Severo, dall’altra il souq, con i bei negozi che lavorano lo stagno, e la Moschea. Per godere dello spettacolo di vedere la baia di Tripoli dall’alto è d’obbligo andare una sera a prendere il tè al roof dell’Hotel Emirates, che si trova su di una torre girevole.

Un'oasi nel deserto in Libia
Un’oasi nel deserto in Libia: solo una delle attrattive naturalistiche della zona

Per gli amanti dell’archeologia

La Libia archeologica è tutta da scoprire: da Sabratha, con il suo bellissimo e spettacolare teatro in arenaria a tre ordini di arcate ed il mausoleo di Bes, l’unica struttura al mondo di origine punica ancora in piedi, a Leptis Magna, uno dei più bei siti archeologici romani del mondo tanto da esser stata dichiarata nel 1982 Patrimonio dell’Umanità.

Il deserto del Sahara

Ma forse la maggiore attrattiva della Libia è il deserto del Sahara, così apparentemente immobile eppure così mutevole. “Dio ha creato paesi ricchi d’acqua perché gli uomini vi vivano, i deserti perché vi ritrovino la propria anima” (proverbio Tuareg): perché, allora, non lasciare la baldoria dell’Estate delle classiche località di mare e non ci abbandonarsi allo spirito del deserto, facendo tesoro anche di questa frase? Attraversare il deserto Libico significa entrare in contatto con i suoi infiniti aspetti: il massiccio dell’Acacus, un altopiano arenario di ben 7.500 kmq, solcato da profondi uidian (fiumi), letti disseccati di antiche vie d’acqua, è caratterizzato da archi pietrificati e gli isolati torrioni svettanti tra piccole dune di sabbia. Oceani di sabbia, composti di dune multiformi come come quelle di Uan Kaza, o quelle dell’erg di Ubari, che circondano laghi sulle cui sponde si innalzano stupendi palmeti. Siti rupestri, come quello di Mathendush e di In Galghien, che presentano alcuni tra i più prestigiosi bassorilievi rupestri dell’epoca dei cacciatori: rinoceronti, giraffe che incedono verso trappole, elefanti di grandi dimensioni, coccodrilli, ippopotami, uomini che portano delle maschere, scene pastorali…

Se la prospettiva vi attira, potete consultare una delle numerose proposte di tour nel deserto: ad esempio, con Metamondo Tour Operator un tour di 8 giorni e 7 notti con pensione completa (con pernottamento in hotel e in campo), con viaggio aereo da Milano o Roma parte da 1.740,00 euro (www.metamondo.it); chi avesse più giorni a disposizione, invece, può guardare la proposta di Atacama Travel, dove il tour si snoda per ben 10 giorni e 9 notti con prezzi a partire da 2.250,00 euro a persona in pensione completa (www.atacama.it/libia.htm).

Informazioni utili

Per concludere, due consigli pratici: nel deserto fa veramente freddo la notte (2 gradi) quindi portarsi cose calde e di giorno se c’è vento serve assolutamente un k-way. Se adorate le vacanze comode, non andate in Libia perchè si fatica tanto, ma se amate un posto non ancora distrutto da cemento e turismo forsennato (tipo Egitto) allora non perdetevela, perchè essere in mezzo al deserto in 12 persone oppure in un sito archeologico vuoto è qualcosa che non ah prezzo!!


1 Commento

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  1. massi

    Ho letto sulla pagina di FB South African Tourism Italy
    che è in atto un’indagine archeologica presso la riserva naturale di Umphafa
    Sapete altre notizie?

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